
IL MATERIALE ROTABILE
Al servizio di linea
"Porlezza - Menaggio" venivano destinate sei locomotive a vapore chiamate
rispettivamente con quattro nomi di personaggi ticinesi e due nomi di personaggi
comaschi: Stefano Franscini (1796 - 1857; uomo di stato e scrittore); Giovan
Battista Pioda (1786 - 1845; uomo politico e colonnello); Giocondo Albertolli
(1742 - 1839; architetto); Vincenzo Vela (1820 - 1891; scultore); Bernardino
Luini (1480/90 - 1532 ca.; pittore); Alessandro Volta (1745 - 1827; sommo
fisico). Erano state costruite a Esslingen, località alla periferia sud-est di
Stoccarda, in Germania, nella Maschinenfabrik di Emil Kessler; giunte a Lugano,
venivano trasportate a Porlezza con una gabarra (barca a fondo piatto) a
cura della Navigazione.
Quattro locomotive erano a vapore saturo con due cilindri gemelli a semplice
espansione, meccanismo motore e distribuzione esterna su tre assi a sistema
George Stephenson, un carrello a due assi a quattro ruote di diametro inferiore
alle ruote motrici sotto alla cabina di guida, tipo di rodiggio C2' - 0.3.2.,
velocità massima 45 km/h.
Avevano un'altezza di circa m. 3,50 alla cima del tubo di fumo; la lunghezza,
compresa la cabina di guida e la carboniera interna, misurava ca. 7,50 m., fra
l'estremità dei respingenti; la larghezza era di circa 1,85 m. Peso 13
tonnellate. All'esterno della caldaia, lungo i due lati orizzontali della
stassa, parzialmente sopra le ruote, dalla cabina di guida fino ad un metro dal
tubo del fumo, un cassone a forma rettangolare serviva a contenere l'acqua
necessaria alla locomotiva. Sulla faccia esterna d'entrambi i cassoni c'era, al
centro, una targa in ottone con in rilievo il nome del personaggio a cui era
stata dedicata.
Sul traversone anteriore due fanali, funzionanti con lume a petrolio racchiuso
in un contenitore cilindrico in ottone, con specchio diffusore a tazza, munito
di vetro di protezione. Le ruote avevano un diametro di m. 0,90, studiato per
elevati sforzi di trazione in salita.
Le altre due locomotive, con tipo di rodiggio C' - 0.3.0., senza carrello, erano
di lunghezza inferiore alle precedenti ed erano state costruite secondo le norme
stabilite dal Decreto Reale n. 1687 del 31 ottobre 1873.
Tutte avevano un libretto delle visite e prove sull'efficienza e sicurezza del
mezzo; venivano riportate anche le annotazioni sulle operazioni relative alle
verifiche ed ai lavori eseguiti e vi figuravano i nomi del macchinista e degli
scaldatori (fuochisti).
Le carrozze ed i bagagliai uscivano dalle Officine di S. Elena in Venezia della
Società Veneta per Imprese e Costruzioni Pubbliche, fondata a Padova l'11
gennaio 1872. Misuravano in lunghezza circa m. 9,50. Alle due estremità c'era un
terrazzino dal quale si saliva per accedere all'interno; qui, lo spazio era
suddiviso in due scomparti di 8 posti a sedere ciascuno. Avevano due carrelli a
quattro ruote, costruiti in modo da permettere all'asse delle ruote di assumere
delle direzioni oblique rispetto all'asse longitudinale delle carrozze, dando
così stabilità nelle curve strette; un solo respingente centrale alla due
testate; sistema di frenatura ad aria compressa, modello George Westinghouse e
con leva a mano, collocata sui terrazzini di ogni carrozza.
Furono inoltre fornite anche carrozze e carri dalla Società S.I.G. di Neuhausen
(Svizzera). Il colore delle carrozze, all'esterno, si presentava verde oliva
scuro; ai lati di ogni fiancata, al centro, la sigla S.N.F.

Locomotive e relativa scheda tecnica

Carrozza Viaggiatori di I^ classe e relativo
schema
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Sopra: 17/11/1884, passaggio di
consegne fra le vecchie diligenze e la nuova ferrovia a vapore, a Bene Lario
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Sopra e Sotto: foto d'epoca di rotabili in linea
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Sopra: nella foto a sinistra,
l'automotrice benzo-elettrica del 1905; nella foto a destra, l'elettromotrice
che sarebbe dovuta entrare in servizio alla prevista, ma purtroppo mai avvenuta,
riapertura della ferrovia dopo il secondo conflitto mondiale
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Sopra: nelle due foto, lanterna a
petrolio usata per il servizio della ferrovia
(per gentile concessione di Attilio Selva ®)
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